Sempre più MOOC, ma differenti filosofie per Trinity College e Harvard

Il Trinity College apre le porte ai MOOC, corsi universitari e post universitari online aperti. Lo storico istituto irlandese, fondato nel 1592, ha recentemente annunciato il lancio del suo primo corso gratuito di sei settimane, dal titolo Irish Lives in War and Revolution: Exploring Ireland’s History 1912-1923.

L’idea è di offrire a chiunque un assaggio dell’istruzione d’eccellenza ottenibile al Trinity, senza dover spendere un centesimo e senza alcuna iscrizione all’università, ma con una qualità analoga.

A tal fine è già stata predisposta una piattaforma attraverso la quale gli studenti potranno fruire di brevi contributi media, quiz, e avviare discussioni. Con un contributo di 30 euro sarà inoltre possibile ottenere un attestato di partecipazione.

Intanto, ad Harvard…

Se il Trinity College ha già imboccato la via dei MOOC gratuiti “dimostrativi”, nell’altrettanto storica università di Harvard la discussione è ancora molto aperta. Incalzata da Stanford, che per la prima volta è riuscita metterne in discussione il primato del prestigio, dalle parti di Boston ci si interroga su quale sia il corretto modello a cui ispirarsi.

Le posizioni in campo sono due: quella dei professori Clay Christensen (l’innovatore) e Michael Porter (lo stratega).

Il primo è sostenitore della disruptive innovation, quel genere di innovazione che rompe col passato e rivoluziona lo scenario esistente. Anche nell’istruzione d’eccellenza.

Fortemente critico riguardo la piattaforma proprietaria attualmente utilizzata ad Harvard, HBX, Christensen sostiene la necessità di puntare su corsi gratuiti, aperti e facilmente accessibili. Aprendo all’innovazione prima che lo facciano gli altri, e che Harvard si trasformi nella nuova Kodak o Polaroid.

Al contrario, Porter è convinto che la strada maestra sia un ulteriore miglioramento del servizio offerto. Differenziarsi dalle altre offerte formative presenti attribuendo valore, senza per questo regalare il principale asset: il sapere trasmesso da un corpo docente tra i migliori del mondo.

La tecnologia non può essere l’obiettivo, continua Porter, ma soltanto una parte di una più ampia strategia, che valorizzi e non metta in competizione i diversi corsi offerti.

Chi dei due ha ragione? Secondo il giornalista e influencer John Byrne “Porter, senza dubbio”. Perché Harvard gode ancora di un consistente vantaggio sulla concorrenza, e soprattutto perché offrirsi gratuitamente significherebbe svendere un brand e delle caratteristiche ineguagliabili. Per un ulteriore approfondimento sul tema, vi suggeriamo questo post di #spiritoleader.

MOOC: minaccia od opportunità per le business school?

Ciò significa che i MOOC sono una minaccia alla sopravvivenza delle business school? Un post di Inc cerca di fare chiarezza a riguardo. Per il rettore dell’università di Berkeley, Richard Lyons, il pericolo è concreto. Ed entro 10 anni metà degli istituti sparirà. Diventa quindi fondamentale cavalcare l’innovazione, per non esserne travolti.

Lo studio condotto dall’università di Wharton mette invece in discussione lo scenario catastrofico. I dati mostrano come i MOOC gratuiti attirino categorie di studenti differenti dai programmi executive tradizionali, e che solo il 3 – 5% degli studenti completino i corsi.

Diventando così nel contempo un’operazione di branding, un “pre MBA” e un canale di scouting per menti brillanti da indirizzare verso i corsi tradizionali. Non certo una minaccia.

Comunque la si pensi, una cosa è certa. Non si tratta più di un “se”, ma di un “quando” i master online MOOC saliranno definitivamente alla ribalta.

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