La cultura aziendale è un fatto di business e non solo un tema di risorse umane

La cultura mangia la strategia per colazione”. A pronunciare questa frase fu Peter Drucker, famoso economista e saggista austriaco, naturalizzato statunitense.

Voleva forse dire che la cultura era più importante della strategia, mettendo a confronto due degli asset immateriali più rilevanti per il successo di un’impresa?

Qualunque fosse l’obiettivo, il risultato è stato – ancora una volta – quello di riaprire l’annoso dibattito: tra cultura e strategia, qual è la strada che conduce al successo?

Proviamo a fare chiarezza.

 

Cultura aziendale: un vantaggio competitivo per l’82% dei manager globali

La cultura aziendale è uno dei temi business più importanti e discussi del momento: secondo l’analisi Global Human Capital Trends 2016 condotta da Deloitte, l’82% dei manager intervistati ha riconosciuto nella cultura aziendale un concreto vantaggio competitivo.

Il motivo? La cultura aziendale guida il comportamento, l’innovazione, definisce il livello di servizio della Company e ne stabilisce il posizionamento.

La cultura aziendale è soprattutto un fatto di business e non solo un tema di risorse umane. Un elemento chiave in grado di determinare il successo o il fallimento di un’impresa e di sostenerla saldamente specialmente durante i periodi di cambiamento: fusioni, acquisizioni, momenti di crescita o fasi critiche hanno bisogno di un binario sicuro e condiviso da percorrere. Un binario chiaramente culturale.

 

Cultura e strategia sono davvero due elementi contrapposti?

Definiti gli obiettivi di un’impresa, scendono in campo strategia e cultura.

La prima circoscrive le azioni da intraprendere e pianifica le attività per raggiungere i goal della Company.

Tracciata la strada, la cultura determina il modo in cui la strategia viene eseguita, includendo un set di valori, comportamenti, scelte e convinzioni utili per orientare le risorse lanciate verso il traguardo.

È intuitivo, quindi, come strategia e cultura debbano essere saldamente allineate per consentire una gestione virtuosa, sana e di successo.

Prendiamo il caso di Southwest Airlines, la più grande compagnia aerea low cost al mondo che, come Mission, ha quella di rendere accessibile a tutti un volo aereo. Un’azienda statunitense fondata nel 1967, che ha fatto della propria cultura aziendale una vera killer application, capace di generare una reputazione straordinaria e di garantire 45 anni consecutivi di profittabilità.

Una cultura aziendale che richiede ai propri dipendenti uno spirito guerriero, il cuore di un servo e un approccio positivo. L’obiettivo? Restituire ai clienti più di quello che hanno speso per volare.

Il tutto, però, senza impattare sui costi: il low cost, per Southwest Airlines, non è solo una questione strategica (la strada da seguire per realizzare la Mission), ma anche un tema di cultura (il modo di eseguire la strategia). È proprio a partire dai dipendenti e dal loro comportamento, infatti, che i valori dell’azienda prendono vita e si trasformano in un servizio visibile ai clienti. Per questo, solo chi ha un’attitude semplice e parsimoniosa potrà entrare a far parte del lodatissimo team della compagnia aerea, ottenendo un posto di lavoro. Una destinazione professionale ambitissima, considerato che questa azienda di trasporti vanta un turnover volontario molto basso, che nel 2016 era addirittura inferiore al 2%.

Strategia e cultura allineate e sempre connesse.
Strategia e cultura, insieme, poste al centro delle scelte aziendali, promosse direttamente dai vertici e condivise a tutti i livelli.

Ecco la ricetta per un successo di lungo periodo, solido e resistente alle intemperie.

 

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