Diventa un leader ancora più efficace con questi consigli

Se nascere leader non è da tutti, diventarlo attraverso un percorso di crescita professionale e umana, con i giusti strumenti, è impresa affatto impossibile.

Già, ma quali sono le caratteristiche richieste a un ottimo leader nel 2015?

Ne abbiamo parlato con Cristina Sarnacchiaro, General Manager di Automic Software Italia e allieva del Flex EMBA 2014, il formato Executive EMBA in distance learning del MIP, la business school del Politecnico di Milano.

Partiamo proprio da una frase tratta dal suo intervento:

[…] un leader dev’essere una persona che sa rischiare, coraggiosa, che dà l’esempio, disposta a sacrificarsi per gli altri.

Esempio, abnegazione, coraggio. Parole che spesso ricorrono anche in altri interventi di “addetti ai lavori”, come i recruiters che si occupano specificamente della selezione di quadri e dirigenti.

Il bravo leader in 5 mosse

Recentemente Carlo Caporale, Senior Director Italy di Wyser (società Gi Group specializzata nel recruiting di figure manageriali) ha stilato un “decalogo del perfetto leader”, tratto dalla sua esperienza sul campo.

Ecco qualche pillola:

  • esercita la tua leadership attraverso l’esempio, trasmettendo al gruppo motivazioni e passione
  • ascolta e tieni in seria considerazione le opinioni dei tuoi collaboratori, dai quali spesso emergono idee determinanti per il successo
  • esprimiti in modo trasparente e univoco, ricordando sempre che per comunicare efficacemente è necessaria una buona dose di intelligenza emotiva
  • guidare è decidere. Al momento giusto, dopo aver ascoltato e valutato, ma senza indugio
  • fai in modo che il lavoro possa includere anche una componente di sano divertimento, per te e per chi ti circonda

Un leader eccezionale evolve in questi 5 aspetti

Se poi l’obiettivo è passare dallo status di “buon leader” a quello di “leader eccezionale”, Kevin Duam su Inc suggerisce di:

  • non limitarsi all’includere il divertimento, ma ingenerare nei propri collaboratori un circolo virtuoso di soddisfazione e gioia, legato alla consapevolezza di aver fatto bene il proprio lavoro
  • essere inclusivi, ma non a ogni costo. C’è chi merita sul campo i posti in prima fila, e chi non dimostra di meritare un posto
  • passare dalla fiducia reciproca al reciproco sostegno. In una squadra di successo si vince assieme, ma si perde anche assieme
  • non limitarsi a incoraggiare la creatività, ma far sì che lo stimolo del pensiero creativo diventi la norma anche nelle semplici conversazioni in pausa caffè
  • fare in modo che riunioni e call non siano perdite di tempo per discutere aspetti marginali, ma spunti utili per apprendere qualcosa, un trampolino per il raggiungimento dei risultati

Quando l’agenda del leader è troppo fitta, viene in aiuto il digital learning

Io credo che un vero leader sia soprattutto chi riesce ad anteporre i bisogni degli altri ai propri. Un leader d’azienda ha una marcia in più, ed è disponibile a mettersi a servizio degli altri prima che per se stesso.

Lavoro in ufficio, meetings, viaggi e trasferte, oltre naturalmente alla vita personale e familiare: una moltitudine di impegni ai quali era quasi impossibile, fino a qualche tempo fa, aggiungere la componente “formazione personale”.

Almeno fino all’avvento del digital learning. Le lezioni sono ora disponibili ovunque e in qualsiasi momento sul proprio device, permettendo anche ai più impegnati di ottimizzare i tempi e partecipare alle attività in aula (digitale).

Un’occasione in più per accrescere il proprio bagaglio di competenze e soft skills, utili per ambire a quel ruolo di ottimo leader di cui Cristina Sarnacchiaro parla.

Un commento

  1. Il leader e’colui che non di impone ma che viene riconosciuto spontaneamente per il suo esempio la sua abnegazione il suo spirito di gruppo. E’ colui che anche se adulto ancora gioca il Gioco (della vita).

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