Come imparare a delegare correttamente, in pochi semplici passi

Come imparare a delegare correttamente, in pochi semplici passi

Più che leader vi sentite acrobati: 11, 12 ore in media di lavoro al giorno spese a rincorrere decine di meeting, impiegate a inviare centinaia di e-mail, trascorse ad occuparvi di mille mansioni. Il tutto mentre il vostro team sembra sereno, rilassato e regolare nelle ore lavorative. Anzi, la vostra sensazione è che siano poco coinvolti nei progetti in corso e che, solo di tanto in tanto, si offrano di aiutarvi in qualche attività.

Sappiate, cari leader, che la vostra condizione di oppressione, non è altro che colpa vostra.

Una soluzione per uscire dal tunnel, infatti, c’è: si chiama delegare, ma, probabilmente, vi sentite troppo oberati anche solo per pensare di avere tempo di spiegare agli altri quello che devono fare. Oppure siete talmente perfezionisti che siete convinti che solo voi, e nessun altro, possa portare a termine con successo il compito assegnato. O ancora, temete che scaricando il lavoro sugli altri il vostro ruolo diventi meno indispensabile. Il tutto con conseguenze disastrose sul vostro work-load e sulla qualità dell’output prodotto.

Eppure, la capacità di delegare, ovvero di assegnare compiti al proprio team di supporto, è una delle qualità più importanti per un vero leader, che deve sapersi concentrare sulle attività a valore aggiunto – evitando di perdersi nei dettagli delle mansioni quotidiane – e soprattutto deve essere in grado di formare al meglio i propri riporti, per aiutarli a crescere professionalmente.

Scopriamo insieme come imparare a delegare correttamente, in pochi semplici passi.

1. Scegliete persone affidabili

Molti di voi, colpevoli di non saper delegare, forse sono restii a scaricare i compiti agli altri per colpa di esperienze negative passate. Magari qualche volta avete delegato, ma con risultati disastrosi. L’insuccesso vissuto, non direttamente imputabile ad una vostra colpa ma del quale avete dovuto assumervi la responsabilità diretta, vi ha fatto ricredere sui vantaggi di distribuire i compiti, facendovi tornare operativi al 100%. Non possiamo biasimarvi, di certo. Ma imparare dalle esperienze è possibile: la prima regola, per delegare con serenità, è quella di scegliere i membri del team con cura, costruendo una squadra motivata e con skills solide.

 

2. Integrate il processo di delega nei piani di crescita del vostro team

Delegare può essere impegnativo e anche time-consuming. Del resto, la sensazione diffusa tra i leader poco convinti da questo approccio, è che “chi fa da sé, fa per tre”. Un consiglio: impostate la delega delle attività come un tassello importante nei progetti di crescita del vostro team. Distribuite i compiti in base alle competenze ed agli obiettivi individuali, e monitoratene lo svolgimento nell’ottica di premiare i dipendenti più virtuosi e committed.

 

3. Siate aperti al confronto

A volte i vostri dipendenti possono sentirsi messi da parte e poco coinvolti nei progetti aziendali, perché scarichi di responsabilità e compiti da svolgere. Peccato che, per non incorrere in guai o discussioni, nessuno abbia il coraggio di suggerivi di delegare di più. Invertite questo trend, chiedendo esplicitamente al vostro team di parlarvi apertamente, qualora si accorgano che non avete delegato abbastanza, e di esprimervi senza freni la loro volontà di occuparsi di un progetto importante per la loro crescita.

 

4. Imparate a monitorare, senza intromettervi

Bene, avete finalmente deciso di delegare lo svolgimento di un importante progetto ad una parte del vostro team. Vittoria? Non ancora: l’errore più grande che potete fare in questa fase è quello di cadere nella trappola di immischiarvi a tutti i costi nelle attività quotidiane e imporre agli altri come svolgere i compiti che gli avete assegnato. Imparate a osservare da fuori, siate presenti, controllate lo svolgimento del progetto, senza entrare nell’operatività. E se state fiutando un possibile errore di percorso, lasciate che accada: il vostro compito è quello formare le persone, e quindi di lasciarle sbagliare, per far sì che facciano tesoro dei loro errori.

(2) commenti

  1. Se posso, aggiungerei “Imparate a condividere modelli mentali e metodologie”.

    Sapere come la persona delegata affronta i problemi, ed aver fatto in modo, attraverso un percorso di formazione, che lo faccia con un approccio “simile” a quello che si sarebbe adottato agendo di persona, aumenta di molto la probabilità che i risultati raggiunti siano soddisfacenti ed allineati a quelli attesi, e d’altra parte riduce l’ansia associata alla delega, e la conseguente spinta ad effettuare verifiche in corso d’opera.

    Rispondi

Rispondi a Bruno Lodi Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *