Come gestire il “So Tutto Io” in ufficio

Nel team è arrivato un nuovo collega: ha una discreta esperienza alle spalle, viene da una grande multinazionale e sembra sapere il fatto suo.

Forse troppo, considerato che nemmeno il tempo di posizionare la cancelleria sulla scrivania e già ha iniziato a dare direttive: “i meeting report non si strutturano così, nella mia vecchia azienda li facevamo diversamente”, “che programma di analisi utilizzate? Ma no, ne conosco uno migliore”, “forse dovremmo annullare i meeting mensili di confronto, piuttosto teniamo traccia delle attività su un file condiviso. Dai, lo preparo io!”.

Insomma: il classico “So Tutto Io” è appena sbarcato all’interno della vostra squadra, un tempo così equilibrata.

Quando una nuova risorsa entra a far parte di un team, vive un primo – fisiologico – momento di disorientamento: irrompe in una situazione di coesione e complicità, e viene vissuto come un elemento estraneo.

Spesso per reagire a questa condizione di disagio, i professionisti più insicuri tendono a ricavarsi uno spazio con forza, imponendo regole che delimitino la loro presenza sul territorio.

Come lo fanno? Mostrandosi padroni della situazione e cercando di mettersi subito al comando, per riscrivere le regole secondo la loro abitudine. Portando un po’ del loro mondo all’interno della nuova realtà si sentono, quindi, meno spaesati.

Il team, però, può vivere questo atteggiamento come un’invasione di campo, iniziando a mostrare malumori.

Rispondere all’assalto, placando i tumulti del nuovo arrivato, non è semplice, ma in alcuni casi è indispensabile.

Ecco i consigli della career coach Priscilla Claman  per agire in sicurezza .

 

Una new entry o il boss: la presunzione è a più livelli

Il virus della presunzione non fa eccezioni di job position.

Colpisce spesso i nuovi arrivati, ma frequentemente riguarda anche i manager saccenti, che per affermare la leadership tendono a dettare regole su processi, tempi e attività.

 

Come comportarsi di fronte ad un Signor “So Tutto Io”?

L’atteggiamento giusto varia a seconda della posizione del saccente: valutiamo, ruolo per ruolo, qual è la reazione migliore per placare le tensioni e proteggere l’integrità del team.

    1.Il “So Tutto Io” è un dipendente

La formazione di un dipendente passa anche dall’insegnamento dell’attitude giusta per meritare stima e rispetto.

Se una vostra risorsa si rivolge al team in modo troppo pretenzioso, non tardate a correggere il suo comportamento: assicuratevi di dare i feedback giusti al momento giusto, spiegandogli come il suo atteggiamento rischia di ripercuotersi negativamente sulla carriera. Nel dare la valutazione, evitate astrattismi: siate concreti, basandovi su fatti realmente osservati – ad esempio, spiegate che avete notato troppa prepotenza su come impostare un documento di presentazione – così da evitare fraintendimenti e incomprensioni.

    2.Il “So Tutto Io” è un peer

Se il saccente è un collega, prima di parlare valutate la natura della vostra relazione. Decidere di “bacchettare” un professionista con cui non siete in confidenza potrebbe farvi apparire invadenti, competitivi e saccenti, a vostra volta.

Se, invece, la conoscenza c’è, potreste esporvi, procedendo sempre con cautela.

Impostate il discorso in modo colloquiale, consigliando al collega di essere più liberale a vantaggio della crescita del team che, sotto la sua ombra, rischia di perdere spirito d’iniziativa e di proattività. Usate un tono di voce rilassato e conversate con tranquillità, alternando velate critiche a rinforzi positivi.

    3.Il “So Tutto Io” è il boss

La questione è delicata: criticare la presunzione del manager rischia di mettervi nei guai. Per questo, valutate attentamente il da farsi.

Evitate di esporvi su questioni di poco conto e risparmiate il fiato per quando ne varrà la pena.

Se ritenete che la presunzione del capo rischi di danneggiare seriamente il team o la Company, agite, ma con cautela. Cercate di fare cambiare idea al boss, accennando a possibili alternative: “Secondo te, se aprissimo una consultazione tra fornitori, piuttosto che ingaggiare il solito partner, potremmo ottenere prezzi più competitivi?”.

Per avere credibilità, portate con voi dati concreti a supporto: “Lanciare un nuovo prodotto potrebbe essere interessante: vorrei condurre un’analisi per valutare le opportunità di mercato ed essere certo che non ci siano rischi. Conto di sottoporti i risultati la prossima settimana”.

E in caso di successo, rendete pubblicamente il “So Tutto Io” parte attiva del buon esito: “Il boss mi ha incaricato di svolgere una ricerca di settore per valutare le potenzialità di lancio di un nuovo prodotto, e abbiamo riscontrato rischi concreti che ci hanno fatto cambiare idea”.

In tutti i casi, siate diplomatici ed empatici, sotterrando ogni sfumatura competitiva. Pena l’etichetta, a vostra volta, di “So Tutto Io”!

 

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