Come gestire la strategia internazionale verso l’innovazione e l’orientamento al consumatore sostenendo la Corporate social responsibility

“Per me non è importante quello che fai, ma quello che sei”, ci introduce così Bernadette Bevacqua, Presidente e Amministratore Delegato di Henkel Italia e General Manager di Henkel Beauty Care Retail Italy.
Recentemente ha condiviso in aula con gli allievi dei master Executive MBA e la Community Alumni del MIP Politecnico di Milano la sua esperienza internazionale nel settore Beauty & Cosmetics, le sue approfondite competenze in ambito marketing strategico e le skills necessarie per lo sviluppo del proprio percorso professionale.

Ha illustrato inoltre come ha sempre sostenuto e promosso la strategia internazionale di Henkel basata sull’innovazione e sul forte orientamento al consumatore, promuovendo la sostenibilità e la diversity.
Henkel, quotata in Borsa dal 1985, in Italia è tra le top dieci del settore, nei detersivi è leader di mercato, top five nella cosmetica.
A livello internazionale ha la leadership nei detersivi, è numero due nella cura dei capelli, leader globale negli adesivi.

Ecco di seguito l’intervista a Bernadette Bevaqua dopo la sua lecture al MIP realizzata da Valentina Goglio per #Spiritoleader.

 

Come hai raccontato in aula ai nostri allievi EMBA, cosa hai imparato dalla tua esperienza professionale e anche dagli errori?

Sicuramente crescere professionalmente in un’unica azienda ha rappresentato per me un privilegio: ho avuto modo di conoscere Henkel in maniera approfondita a tutti i livelli.

Si tratta di una multinazionale di estrema apertura mentale, che supporta la meritocrazia a prescindere dal sesso di appartenenza e premia la diversità, in tutte le sue forme: i team sono composti da professionisti con età diverse, differente background culturale e professionale.
Questa è indubbiamente una ricchezza per il nostro modus operandi ed è alla base della cultura di Henkel, nella quale resilienza e voglia di fare rappresentano le qualità fondamentali.

In un percorso di carriera non possono mancare ovviamente i momenti difficili: la mia esperienza all’Headquarter di Dusseldorf è stata una prova significativa, che ancora oggi ricordo come faticosa e al contempo formativa.
Dai colleghi tedeschi ho imparato tantissimo in merito alla leadership: loro hanno un approccio molto diretto, talvolta duro, che viene controbilanciato da estrema chiarezza e lealtà.

 

Hai detto che per te l’Innovazione è un mindset, un processo per mettersi in discussione ed essere impattante. Come Henkel sostiene l’innovazione nello scenario così complesso di oggi?

L’innovazione, secondo le regole del marketing, era principalmente di prodotto e raramente poteva essere ritrovata nel mass market.

Oggi l’innovazione è un modo di vivere, di pensare e di approcciare il lavoro. Significa mettere in discussione le proprie convinzioni: quello che oggi pensi in un modo domani può diventare altro. È una predisposizione sia mentale sia culturale, un processo nuovo, decisamente un valore per Henkel, che ne ha fatto la propria cultura.
Mettersi in discussione significa saper affrontare nuovi challenge ed essere disruptive, perché l’innovazione è anche rottura.

 

Parallelamente alla strategia verso l’innovazione e all’orientamento al consumatore, in che modo Henkel ha portato avanti dal 1912 la sostenibilità?

Il tema della sostenibilità è un caposaldo della cultura e dei valori di Henkel, non riconducibile unicamente al “green”. Henkel è attiva in questo campo dai primi del ‘900, ma per tradizione e cultura questa tematica è stata comunicata poco all’esterno.

Quello che non tutti sanno è che l’80% dell’inquinamento dipende da come i prodotti vengono utilizzati: il consumatore è dunque eticamente e concretamente responsabile nei confronti dell’ambiente.

Noi cerchiamo di alzare il livello di sensibilizzazione dei singoli con attività quali la campagna “Save the water”, nella quale evidenziamo sulla confezione dei prodotti l’importanza di utilizzare l’acqua con responsabilità. Abbiamo anche altre iniziative interne, come quella di avere una mensa healthy , nella quale i nostri dipendenti possono scegliere cibi salubri per la loro alimentazione quotidiana.

 

Come sta cambiando il consumatore?

Ci troviamo sicuramente in un periodo storico nel quale i consumatori sono più consapevoli e meno influenzabili di quanto non fossero trent’anni fa, quando vendere sogni era ancora possibile. Oggi sono molto informati e cercano di sapere sempre di più.

Il modo di fare promozione è dunque completamente cambiato: ormai la sola pubblicità non basta perché tutto passa sotto la lente d’ingrandimento di internet. Questo ci offre la possibilità di avere un confronto diretto con i nostri utenti, coinvolgendoli anche nei lanci di nuovi prodotti per capire in tempo reale se il progetto possa o meno avere successo.

 

Veniamo al tema della Leadership sempre centrale nel nostro blog: ai nostri allievi hai parlato di Leadership come senso di responsabilità verso l’azienda a partire dalla condivisione di valori comuni e di una strategia chiara?

Avere un forte commitment con l’azienda è un caposaldo che trovo indispensabile per riuscire a ottenere buoni risultati.
Credo che uno dei privilegi della mia esperienza sia stato senza dubbio quello di crescere in un’azienda che sento mia, perché è fondamentale credere in quello che si svolge. Noi lavoriamo con uno scopo, che include valori, obiettivi comuni da raggiungere e una strategia chiara da seguire. Mi sento assolutamente partecipe di tutto ciò.

 

Sempre a proposito di Leadership hai sottolineato come, per guidare gli altri, sia necessario essere motivati e avere carisma. Come fai a motivare te stessa?

Penso che alla base ci voglia tanta passione, indipendentemente dal tipo di lavoro svolto. È molto importante che le nostre caratteristiche personali coincidano con le caratteristiche dell’azienda ed è altrettanto importante riuscire a mettersi alla prova.
Se non sono capace di guidare e motivare me stesso, non potrò guidare il team.
Se non sono credibile, non verrò ascoltato.

Nei momenti difficili emerge il vero leader: spronando se stessi e il gruppo in maniera positiva. Ci sono poi il carisma e l’empatia, doti innate che aiutano anche a trovare il giusto equilibrio tra lavoro e vita personale, cosa spesso faticosa.
Trovare il tempo per una passeggiata o dedicarsi alla famiglia sono momenti che personalmente mi rigenerano, rendendomi più attiva ed efficace sul lavoro.

 

Qual è il valore aggiunto per diventare presidente e amministratore delegato?

Indubbiamente mettersi alla prova.
Anch’io ho attraversato momenti difficili, ma la determinazione, unita a un pizzico di fortuna, mi ha aiutato. Non mollo mai, voglio farcela a tutti i costi, a volte anche con sacrificio. È ancora un sogno:  ci credevo, ci credo tutt’oggi e mi piace quello che faccio.

 

Ecco alcuni consigli che hai condiviso: trovare il fit tra valori e desideri con il proprio lavoro, mettersi in discussione e la determinazione.  “Il sogno è crederci per raggiungerlo anche a fatica e con tanto lavoro”

Si arriva con le qualità giuste e tanto sacrificio.
Voglia di farcela, resilienza, determinazione e, mai come adesso, una grande capacità di leadership.

 

Gli allievi ti hanno chiesto consigli su come conciliare famiglia e lavoro

Famiglia e lavoro si conciliano grazie all’organizzazione: personale e lavorativa. Ho delle regole, di cui una molto ferrea: ceno sempre con la mia famiglia. Alle 18:30 esco dal lavoro, gioco con le mie bambine e ceniamo insieme. Quando loro sono a letto accendo il portatile e ricomincio a lavorare, con una nuova energia.

La mattina stiamo insieme e le accompagno a scuola, ma subito dopo, nei 40 minuti che impiego per arrivare in ufficio, mi dedico alle telefonate di lavoro. Si può fare tutto: con l’aiuto del proprio compagno (mio marito è sempre presente quando io non ci posso essere e viceversa) e con un po’ di organizzazione.

 

Quali sono le sfide per un CEO?

Le sfide di un CEO non sono diverse dalle sfide che noi tutti affrontiamo.

Vanno però affrontate con determinazione, con molta chiarezza e fermezza sugli obiettivi da raggiungere.
La resilienza è fondamentale, poiché ogni esperienza, anche quella meno bella, può aiutare a migliorarsi. Credo sia importante la voglia di fare, di mettersi in gioco per raggiungere i propri traguardi focalizzandosi sull’essere leader, dando feedback costruttivi per gli altri e per l’azienda stessa. Questo è il mio mix vincente, che mi ha permesso di arrivare dove sono oggi.

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