5 segnali che evidenziano mancanza di intelligenza emotiva

5 segnali che evidenziano mancanza di intelligenza emotiva

Brillanti, intelligenti e acuti: i professionisti dal QI più elevato si sono sempre sentiti al sicuro, membri di un club elettivo, certi di una crescita quasi doverosa.

Sorpresa, cari manager: oggi, il QI non è più il parametro di riferimento per valutare la qualità di un leader.

Lo spessore intellettuale e le capacità di ragionamento – sempre elementi fondamentali – non possono più prescindere da una sensibilità emotiva e da un’attitudine al team e alla gestione delle complessità.

Se ne sono accorti i ricercatori quando, osservando i risultati di alcuni professionisti, hanno riscontrato come quelli con un QI medio performassero nel 70% dei casi meglio dei colleghi più dotati.

Un grande punto di domanda per la scienza esatta che si è risolto quando, valutando l’intelligenza emotiva del campione – un mix di qualità intangibili e attitudinali – è stato riscontrato come il 90% dei top performers fossero quelli con un QE eccellente.

L’intelligenza emotiva, quindi, deve essere considerata come un fattore critico per il successo, da coltivare con cura per crescere e affermarsi.

Come riconoscere la propria dote di QE?

Gli studi condotti da Talentsmart – società di Travis Bradberry – hanno identificato alcuni dei segnali che denotano un basso livello di intelligenza emotiva: campanelli d’allarme da non sottovalutare e da considerare come aree grigie su cui lavorare, per perfezionarsi.

Eccone 5.

1. Non conoscete le vostre emozioni?

La prima regola per un leader dall’elevato QE è quella di padroneggiare al massimo le proprie emozioni. Come pensate di generare empatia con il gruppo e di entrare in sintonia con gli altri senza una profonda analisi di voi stessi? Il principale segnale di una scarsa introspezione emotiva è quello di non riconoscere le sensazioni e non distinguerne le sfumature. Tutto è bianco o nero, senza compromessi? Il vostro vocabolario emotivo si limita a “bene” o “male”? Per non rimanere al palo, sforzatevi di decodificare le vostre emozioni, per riconoscerle e controllarle.

2. Non sapete farvi valere, se non gridando?

Se l’unico modo per convincere il vostro team a seguirvi è quello di ricorrere alle cattive maniere, probabilmente il vostro QE è ai minimi. Un leader caratterizzato da una spiccata intelligenza emotiva, infatti, è in grado di dosare gentilezza e assertività per creare legami con il team e meritare rispetto e obbedienza, senza mai cadere in comportamenti aggressivi, dannosi per il gruppo.

3. Giungete a conclusioni affrettate?

Un leader capace a gestire la propria intelligenza emotiva sa che la prima opinione è dettata dall’istinto, e che l’istinto è spesso cattivo consigliere. Per questo motivo tende a lasciar sedimentare le emozioni, mette in discussione il proprio pensiero, valuta conseguenze e alternative e cerca il confronto con il gruppo per ascoltare pareri diversi dal suo. Se di fronte ad ogni situazione, invece, tendete a farvi subito un’idea e pensate di conoscere già la risposta, il vostro QE non è ben sviluppato. Imporre la vostra idea e difenderla all’estremo, senza concrete supporting evidence e senza averci riflettuto il giusto tempo, oltre ad essere un segnale di scarsa intelligenza emotiva è anche un fattore pericoloso per il successo del team e dell’azienda.

4. Vi sentite sempre stressati?

Ad ogni minima complessità scattate: non reggete lo stress, e vi si legge in faccia. La fatica, i contrasti all’interno del team, l’overload di lavoro possono mettere a dura prova la resistenza di ogni professionista. Quelli con un’intelligenza emotiva più elevata, però, riescono a gestire meglio l’ansia, grazie ad un controllo del pensiero, del comportamento e a una migliore gestione delle attività, per evitare l’accumulo di stress e ridurre il rischio di implosione.

5. Non riuscite a relazionarvi con gli altri?

Gli altri non vi capiscono? Gli altri vi offendono e vi fanno sentire a disagio?

Ecco due chiari segnali che la vostra intelligenza emotiva deve migliorare: riversare sul gruppo il vostro malessere, nasconde in realtà una vostra incapacità di gestire le emozioni.

Se vi sentite incompresi, probabilmente siete carenti nella comunicazione: senza un profondo controllo emotivo è difficile trasmettere alla perfezione un messaggio. Con la conseguenza che gli altri non riescono a capirvi. Quando succede, non chiudetevi a riccio, ma riprovate a comunicare cambiando approccio.

Evitate, infine, di incolpare gli altri per la vostra insoddisfazione: ricordate che siete voi i responsabili delle vostre emozioni e i fautori del vostro destino.

(4) commenti

  1. credo che chi abbia la capacitò di leadership necessariamente sia già dotato di QE elevato, forse non ne è al 100% consapevole quindi sarebbe bello poterlo valutare con un test. cosa ne dite?
    Il mio mondo, quello della cucina, assomiglia più ad una squadra militare di assaltatori dove ogni comando è un obbligo immediato.
    potrebbe essere un ambito di miglioramento per il concetto di QE. cosa ne dite?
    un caro saluto
    Fabio Gallana

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  2. Condivido a pieno quanto scritto nell’articolo. Credo che sia sempre più necessario avere una squadra competitiva e quindi far crescere i propri talenti senza averne paura, per riuscire a “rimanere a galla” nella complessità del mercato moderno.
    Molte volte vediamo PMI con grande potenziale che riescono a crescere in poco tempo e in altrettanto poco tempo riescono a distruggere quanto di buono fatto. Spesso il motivo risiede nel basso livello di QE. Il Leader deve avere tempo per ascoltare e parlare. Se pensa di comunicare solo tramite e-mail si sta rovinando con le proprie mani.

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  3. Al solito credo che un buon bilanciamento sia sempre la soluzione piu redditizia in qualsiasi campo. La persona con alto QI rischia di non capire o non considerare altri punti di vista perdendo occasione di dare motivazione

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  4. Bella analisi sul Quoziente Emotivo dei leader. Il punto 2 è cruciale per differenziare un vero leader da chi abusa del proprio potere urlando e maltrattando le persone che ha sotto la propria leadership. Ma a ben vedere chi ha comportamenti simili verso i propri subalterni li ha genericamente verso altri, L’aggressività é un pessimo corredo emotivo per chiunque, sintomo spesso di una inadeguatezza al proprio ruolo, di un senso di inferiorità verso chi si ha di fronte che si tende così a sminuire aggredendo

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