3 motivi per cui gli imprenditori non sono adatti a fare i CEO

Dimenticate la favola di Jeff Bezos o quella di Mark Zuckerberg: quasi mai il fondatore di un’impresa è in grado di portare la sua creatura al successo in veste di CEO.

Del resto, avere un’ottica imprenditoriale e visionaria, non sempre coincide con il possesso di solide capacità gestionali e manageriali. Come se un ingegnere Ferrari, dopo aver messo a punto il bolide, decidesse di sedersi al volante durante la gara del GP. Quante chances ci sarebbero di ottenere la prima fila?

Insistere nel rimanere al vertice dell’impresa fondata può portare conseguenze negative per il business e mettere a rischio la salute aziendale.

Lo testimoniano anche recenti ricerche condotte da un team congiunto di professori provenienti dalle Business School di Duke, Vanderbilt e Harvard: analizzando un campione di oltre 13 mila aziende in più di 32 Paesi al mondo è emerso come le realtà guidate dallo stesso fondatore fossero quasi il 10% meno performanti delle altre. Possibile? Sì, osservando la “prova del nove”: semplicemente sostituendo il CEO fondatore con un CEO manager di professione, lo score risaliva a livelli normali.

I motivi dell’insuccesso dell’imprenditore in veste di CEO? Eccone elencati 3.

    1.Imprenditore e manager: obiettivi diversi

Un manager assunto da un’azienda ha un obiettivo preciso nel mirino: portare l’azienda al successo e far quadrare tutti gli indicatori di performance, utilizzando ogni strumento lecito pur di raggiungere il target prefissato.

Diverso, invece, l’obiettivo di un imprenditore che, spesso, dietro la scelta di fondare un’attività nasconde motivazioni di carattere personale come il bisogno di avere più libertà o il desiderio di avere maggior controllo.

Motivazioni diverse, performance diverse: non dobbiamo spiegare quale dei due stili gestionali avrà più possibilità di sopravvivere, vero?

    2.Poche risorse economiche

Dopo una prima fase di lancio, è fondamentale che l’impresa sopravviva e abbia sufficienti risorse economiche per investire in innovazione e sviluppo. Un’attività più complessa, quella del fundraising, se al vertice dell’impresa c’è il suo fondatore. Secondo le ricerche, infatti, gli investitori sono meno propensi a finanziare economicamente una società che dipende troppo da un singolo leader, interpretando questa variabile come un allarmante fattore di rischio.

Senza considerare che un imprenditore visionario al vertice spaventa i finanziatori per la sua dubbia preparazione: saprà, il fondatore, guidare la Company come un grande manager? La sola domanda fa letteralmente scappare gli sponsor, penalizzando le possibilità di successo del business.

    3.Scarsa visione strategica

Il compito di un buon CEO è quello di settare gli obiettivi nel lungo periodo e di anticipare possibili rischi di mercato.

Avere una visione lucida e distaccata è fondamentale per valutare con oggettività l’andamento del business e, nel caso di battute d’arresto, mettere in campo soluzioni correttive. Mostrare una leadership vincente, quindi, significa essere pronti a mettere in discussione tutto – anche le proprie idee – ed essere disposti a cambiare direzione.

Non sorprende che un fondatore sia più restio al cambiamento, e rischi di trascinare la Company alla rovina, a causa del troppo attaccamento alle proprie convinzioni.

Insomma: se avete un’ottima dote imprenditoriale, capitalizzate sulle vostre skills e avviate il motore della Company. Inserite la prima, scaldate la macchina e…accomodatevi sul sedile del passeggero: il vostro CEO vi guiderà al successo.

 

 

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